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Laboratorio - Pani sacri e su filindeu

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Le mani, il pane, la memoria. Un laboratorio esperienziale di tradizione, arte e trasmissione dei saperi a cura di Gianfranca Dettori

In Sardegna il pane non è mai stato soltanto nutrimento. È un linguaggio, un gesto di cura, un'espressione di appartenenza. Accompagna i momenti fondamentali della vita, celebra le ricorrenze religiose e popolari, custodisce simboli e racconti che attraversano le generazioni.

Il laboratorio Pani sacri e Su Filindeu, condotto da Gianfranca Dettori, nasce dal desiderio di riscoprire e trasmettere questo straordinario patrimonio di saperi manuali e rituali, in cui il cibo diventa espressione artistica, memoria collettiva e strumento di relazione.

Attraverso il racconto, l'osservazione e la pratica, i partecipanti saranno accompagnati alla scoperta dell'antica arte dei pani cerimoniali della Sardegna: pani che assumono forme e decorazioni differenti a seconda delle occasioni, legati ai riti della nascita, del matrimonio, delle feste religiose, delle celebrazioni comunitarie e della commemorazione dei defunti.

Il laboratorio offrirà inoltre l'occasione di assistere alla preparazione di Su Filindeu, i Fili di Dio, una delle più rare e affascinanti lavorazioni della tradizione gastronomica sarda, in cui un semplice impasto di semola e acqua si trasforma, grazie a una straordinaria abilità manuale, in centinaia di fili sottilissimi intrecciati tra loro.

Un incontro in cui le mani diventano strumenti di conoscenza e il gesto artigianale si fa racconto, conservando e rinnovando una tradizione profondamente legata alla storia delle donne della Sardegna.

In un progetto dedicato a Grazia Deledda e alla relazione tra memoria, territorio e identità femminile, il laboratorio rappresenta un'occasione per esplorare il ruolo delle donne nella trasmissione del patrimonio culturale immateriale.

La preparazione del pane è stata per secoli uno spazio di sapere condiviso, un tempo collettivo nel quale tecniche, parole, gesti e ritualità venivano tramandati attraverso l'esperienza diretta. Un patrimonio troppo spesso rimasto fuori dalle narrazioni ufficiali, pur avendo contribuito profondamente alla costruzione dell'identità delle comunità.

Il pane rituale, proprio come la letteratura, conserva tracce di un mondo fatto di relazioni, credenze, paesaggi e appartenenze. La sua preparazione diventa così un esercizio di attenzione, una pratica di ascolto e un modo per riconoscere il valore culturale del lavoro delle mani.

Originaria di Sennori, Gianfranca Dettori è un'artigiana specializzata nella lavorazione del pane tradizionale e decorativo, della pasticceria sarda e di Su Filindeu.

Ha appreso fin da bambina i segreti dell'arte bianca, grazie soprattutto agli insegnamenti della zia Salvatorica, dalla quale ha ereditato non soltanto le tecniche di lavorazione, ma anche il rispetto per la dimensione rituale e comunitaria della panificazione.

La sua ricerca unisce la salvaguardia dei saperi tradizionali alla sperimentazione creativa. Dalle forme elaborate dei pani cerimoniali ai dolci ispirati ai gioielli della tradizione sarda, fino alla reinterpretazione artistica de Su Filindeu, il suo lavoro racconta una cultura materiale fatta di precisione, sensibilità e immaginazione.

Negli anni ha partecipato a manifestazioni, incontri e laboratori dedicati alla valorizzazione del patrimonio gastronomico sardo, condividendo le proprie competenze con pubblici di età e provenienze diverse.


Destinatari e modalità di partecipazione

Il laboratorio è rivolto a tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla cultura del pane e alle tradizioni artigianali della Sardegna, senza necessità di possedere competenze pregresse.

Massimo 20 iscritti

Un numero contenuto per favorire la partecipazione attiva e il confronto diretto con la maestra.

Nessun limite di età

Il laboratorio è aperto a bambini, giovani, adulti e anziani, favorendo l'incontro e la trasmissione intergenerazionale dei saperi.

Nessuna esperienza richiesta

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