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Raccontare Rebeccu - workshop di fotografia curato da Giovanni Piliarvu
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Raccontare Rebeccu - workshop di fotografia curato da Giovanni Piliarvu

Due giornate a Rebeccu guidate da Giovanni Piliarvu per lavorare davvero su un progetto: camminare, osservare, scegliere, tornare sulle stesse tracce. Fotografia sul campo (paese + paesaggio) e poi editing + sequencing per costruire una storia breve: pochi fotogrammi in sequenza, con una voce personale, un ritmo, un’intenzione.

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Tra Cenere e Fiori di San Giovanni
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Tra Cenere e Fiori di San Giovanni

La magica notte di San Giovanni leggendo Grazia Deledda

La Notte di Olì: l'oscurità e l'acqua magica

La Luce del mattino: il riscatto e Sa Rezzetta

Un laboratorio a cura di Giuditta Sireus e del Club Jane Austen Sardegna, ispirato a Cenere di Grazia Deledda, che intreccia letteratura, tradizioni popolari e pratiche simboliche legate alla notte di San Giovanni.

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Valeria orani Valeria orani

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Rebeccu e il suo progetto è su Art Bonus, cosa significa?

Che da oggi potrai essere ufficialmente partner e partecipare alla riqualificazione e alle attività culturali di Rebeccu in totale trasparenza con donazioni che potranno essere detratte con un credito d'imposta del 65%. Vuoi sapere di più?

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PRO SAS ANIMAS
Valeria orani Valeria orani

PRO SAS ANIMAS

... la porta era sempre aperta seppur socchiusa, si bussava loro scendevano, aprivano, e le nostre nonne, le nostre mamme e zia avevano già tutto pronto. La frase era "A faidi del bene po s'animas 'e sos moltos" . Generalmente si donavano frutta stagionale come nocciole, noci, fichi secchi, castagne, mele cotogne e soprattutto melagrane, che sono uno dei frutti della stagione più importante poiché strettamente legato al mondo dei morti; poi erano frequenti anche i dolci tipici del periodo sos popassinos, tiliccas e cioccolati e caramelle...

... Anticamente si credeva che se i cari defunti fossero tornati a casa e non avessero trovato niente da mangiare, sarebbero successe delle disgrazie. Per questo, la notte dell'1 novembre, era usanza lasciare la tavola imbandita po sas animas, la cosiddetta “hena pro sos mortos”. Si credeva, infatti, che i familiari defunti, durante una breve visita di circostanza, avrebbero consumato il pasto prima di ritornare nell’aldilà. Succedeva però che, approfittando di quelle giornate festive, allegre comitive di amici si attardassero fuori casa anche oltre la chiusura dei locali pubblici e quindi si decideva di continuare la piacevole conversazione recandosi, di casa in casa e approfittare di tutto quel cibo …

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