Ermanna Montanari in dialogo con Marco Sciotto.
L’abbaglio del tempo è “un romanzo autobiografico unico nella letteratura contemporanea”, scrive Marco Belpoliti: “racconti che penetrano nelle ossa, e dimorano dentro di te”, commenta Igort. È il libro dei segreti con cui Ermanna Montanari, otto volte Premio Ubu per il teatro, svela il suo, il nostro, luogo dell’anima.
“Nel casolare in cui vivevo da bambina c’era una stanza al pianterreno che si teneva sempre chiusa, chiamata “la camera da ricevere”, che per comprarla il nonno vendette la più preziosa mucca da latte della sua stalla. La camera si apriva solo due volte l’anno, a Pasqua e a Natale, per accogliere i parenti, tutti abbigliati nei loro goffi vestiti della domenica. Ci si sedeva sulle sedie ancora ricoperte col nylon e si stava a occhi bassi per il pudore di guardarsi nelle specchiere. La camera da ricevere era un luogo ostinatamente cieco e fantasticamente seducente per la mia curiosità infantile. Quella camera era la cassa di risonanza, il risucchio di tutte le voci della natura, di tutti gli attraversamenti del giorno che la stanza trasformava in notte: le cantilene dei braccianti nei campi, il mugghiare delle mucche nelle stalle e il continuo rimestare di vivande. La camera da ricevere era diventata il nascondiglio dove, senza essere vista, potevo confidare le mie avventure canterine e i miei travestimenti, che da lì iniziarono a prendere forma.
A vent’anni mi sposai con Marco, lasciai Campiano, cominciai a fare teatro. Ho abbandonato la grande famiglia patriarcale, la mia infanzia di figlia con nome da maschio, la loro idea di bellezza. Niente di più falso. Ho creduto di abbandonare. Campiano mi ha attanagliato con la sua potenza ogni volta che soffiavo una parola, che facevo un gesto, e con questo fastidio sono iniziati i miei lavori. Campiano è quella luce che mi devasta. Per quanto non voglia averci a che fare, ogni volta resuscita e trova un buco dove infilarsi.”
Ermanna Montanari attrice, autrice e scenografa, fonda il Teatro delle Albe (1983) insieme a Marco Martinelli, con il quale ne condivide la direzione artistica. Conduce un personale percorso di ricerca vocale per il quale ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali: otto premi Ubu, il Golden Laurel al Mess di Sarajevo, il premio Lo Straniero dedicato “alla memoria di Carmelo Bene”, il premio Eleonora Duse, il Premio dell’Associazione Nazionale Critici e l’International Fadjir Festival di Teheran, the Vereinigung Deutsch-Italienischer Kultur Gesellschaften cultural award. Nel 2011 ha assunto la direzione artistica del Festival Internazionale di Santarcangelo, e per il biennio 2024-2025 del festival Ciclo dei Classici all’Olimpico di Vicenza insieme a Martinelli.
Insieme a Enrico Pitozzi (Alma Mater Studiorum Università di Bologna) nel 2021 ha fondato e dirige a Ravenna MALAGOLA Centro internazionale di ricerca vocale e sonora.
Nel 2012 Titivillus ha pubblicato la biografia artistica di Laura Mariani, Ermanna Montanari: fare disfare rifare nel Teatro delle Albe. Montanari ha firmato con Pitozzi Cellula, anatomia dello spazio scenico (Quodlibet, 2021) Prima voce (Sigaretten, 2022), che ha inaugurato la collana Malagola. Collabora con riviste nazionali e internazionali e ha pubblicato nel 2021 per La nave di Teseo il romanzo autobiografico L’abbaglio del tempo. Ha realizzato vari cd musicali L’Isola di Acina e Ouverture Alcina (Ravenna Teatro, 2000, 2013), La Mano (Luca Sossella editore, 2006), fedeli d’Amore (Stradivarius, 2020) - insieme al compositore Luigi Ceccarelli - e Rosvita (Luca Sossella editore, 2014).
Marco Sciotto è laureato in Filosofia all’Università di Catania con una tesi sulle differenti ‘discritture’ di Nostra Signora dei Turchi di Carmelo Bene e specializzato in Estetica all’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi sulla funzione del ‘disgusto’ come innesco dell’irrappresentabile nelle arti contemporanee. È studioso di estetica delle arti performative e si occupa di teatro contemporaneo, delle relazioni tra i differenti linguaggi artistici e delle loro implicazioni nell’estetica contemporanea. Collabora con diverse riviste, tra cui “Engramma”, “La Falena”, “Scenari”, “Doppiozero” e “Arabeschi”, e ha fatto parte della redazione di quest’ultima per diversi anni. Nel 2014 ha pubblicato il volume Un Carmelo Bene di meno. Discritture di ‘Nostra Signora dei Turchi’. Ha conseguito, nel 2022, il Dottorato in Scienze per il Patrimonio e la Produzione Culturale del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, con un progetto legato all’archivio del Teatro delle Albe di Ravenna e attualmente è curatore dell’Archivio Albe e responsabile degli archivi di Malagola, il Centro di Ricerca Vocale e Sonora creato da Ravenna Teatro nel 2021, fondato e diretto da Ermanna Montanari e da Enrico Pitozzi (Alma Mater Studiorum Università di Bologna).