Lo spazio esistenziale. Definizioni e Corollari vol.1
Lo spazio esistenziale. Definizioni e corollari (Lemme, 2021) di Lucrezia Longobardi raccoglie una riflessione critica e curatoriale sul modo in cui gli esseri umani abitano gli spazi e, attraverso di essi, costruiscono la propria identità. Lo spazio non è inteso come semplice contenitore delle azioni, ma come una dimensione viva, capace di conservare memorie, produrre relazioni e condizionare la percezione del tempo.
A partire da tre progetti espositivi, il volume attraversa diversi livelli dell’esperienza: dalla casa, considerata come estensione del corpo e luogo delle tracce personali, fino allo spazio collettivo, segnato da precarietà, tensioni e possibilità di incontro. Particolare importanza assume anche il tema della sospensione e del ritiro, interpretati come forme di resistenza alla velocità, alla produttività e alla continua esposizione di sé tipiche della contemporaneità.
La nozione di “vibrazione” descrive infine ciò che rimane dopo il contatto tra persone, opere e ambienti: una risonanza invisibile ma persistente, capace di trasformare chi attraversa uno spazio. Il libro propone quindi una concezione della curatela come pratica conoscitiva e performativa: la mostra non illustra una teoria già definita, ma diventa un’esperienza da vivere e uno strumento attraverso cui interrogare il rapporto tra corpo, memoria, tempo, spazio e comunità.
Lo spazio esistenziale. Definizione #3 (Schena, 2025)
Lo spazio esistenziale. Definizione #3 di Lucrezia Longobardi prosegue la ricerca sul rapporto tra individuo, spazio e tempo, concentrandosi sulle tracce che l’essere umano lascia dietro di sé. Il libro indaga il passato prossimo: una memoria non ancora pienamente divenuta storia, ma già presente come residuo, ferita e testimonianza collettiva. Lo spazio esistenziale assume così una dimensione sociale e politica, nella quale i ricordi possono essere cancellati, sovrapposti o riattivati.
Al centro del volume vi è il progetto di una mostra articolata in tre movimenti e non ancora realizzata al momento della pubblicazione. La scrittura diventa quindi il primo luogo in cui l’esposizione prende forma: non descrive semplicemente una mostra futura, ma ne anticipa l’esperienza attraverso una struttura narrativa, ritmica e performativa. Arte e curatela si configurano così come strumenti capaci di sottrarre le memorie recenti all’oblio e di trasformarle in esperienza condivisa.
La pubblicazione è stata resa possibile grazie al sostegno del Premio Giovanni Testori, vinto da Longobardi, ex aequo, nella categoria dedicata al saggio critico sulle arti figurative. Il riconoscimento è stato assegnato nella quarta e, a oggi, più recente edizione del Premio, tenutasi nel 2023.
Lucrezia Longobardi (Castellammare di Stabia, 27.06.1991), critica d'arte e curatrice, è laureata presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli con una tesi sulle prospettive filosofiche dell'abitare ed ha conseguito poi una laurea magistrale in Storia e Critica d'Arte con una tesi sul concetto di Curatela Performativa. È stata assegnataria di una borsa di ricerca presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici dove è stata nominata successivamente membro del Consiglio Esecutivo ed è attualmente dottoranda in Metodi e Metodologie della Ricerca Archeologica e Storico-Artistica presso l'Università degli Studi di Salerno.
Il lavoro portato avanti in questi anni, sia sul versante della costruzione di un orizzonte teorico che unisca il concetto di curatela e quello di performance, sia su quello di ordinamento del panorama artistico degli ultimi vent’anni, formano le due direttive critiche sulle quali verte la ricerca sperimentale della studiosa. Il suo recente libro sull’arte italiana del XXI secolo traccia le linee di connessione di una generazione di artisti, mentre gli articoli pubblicati sulla rivista della Quadriennale leggono le differenze e gli elementi di complementarità fra le generazioni artistiche maturate in Italia tra gli anni Dieci e Venti del 2000.
Scrive su riviste di settore come Il Sole 24 ore e Opera Viva ed ha collaborato con spazi no-profit, fondazioni private e musei tra cui Asilo Filangieri, Museo Madre, Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Istituti Culturali Italiani all’estero, The Drawing Hall, Museo di Lissone, Officine San Carlo. È stata curatrice della Fondazione Morra ed attualmente è nel suo Comitato Scientifico. Ha pubblicato su numerosi cataloghi, monografie e libri ed è autrice di Lo spazio esistenziale. Definizioni e Corollari vol 1 (iemme edizioni) e 15 Ipotesi per una storia dell’arte contemporanea (Castelvecchi). Ha vinto il Premio Testori nella categoria saggi d'arte nell'edizione del 2023 e pubblicato con loro Lo spazio esistenziale. Definizione #3.