Ischeliu, il percorso di residenza dedicato agli artisti sardi emigrati o discendenti, sostenuto dalla Fondazione di Sardegna e giunto alla sua quinta edizione, è quest’anno la soglia d’ingresso al dialogo con Grazia Deledda. La domanda che apre il progetto è semplice e profonda: che cosa resta, si trasforma o ritorna dell’identità sarda quando viene vissuta dalla distanza, dalla diaspora, dall’eredità familiare o da un’appartenenza non più lineare?
Se Deledda ha saputo far emergere dall’Isola una voce capace di parlare al mondo, Ischeliu invita oggi artiste e artisti sardi emigrati o discendenti a rileggere quella stessa relazione da un’altra prospettiva: quella di chi la Sardegna la porta con sé, la riceve in eredità, la ascolta da lontano e la trasforma in nuova ricerca artistica.
Gli artisti selezionati per la residenza lavoreranno insieme a Maria Luisa Usai, performer, autrice e regista di progetti multidisciplinari, Alessandro Olla, artista sonoro e docente di musica elettronica, Elio Mazzacane, regista e documentarista.
Elemento centrale della residenza sarà il vento, presenza naturale e simbolica che attraversa l’immaginario deleddiano e il paesaggio sardo: il vento richiama, separa, resiste, trasforma. Diventerà materia di ricerca per lavorare sul corpo, sulla voce, sul paesaggio, sulla memoria e sul movimento, un percorso sul rapporto con la natura e sulla possibilità di riabitare poeticamente le proprie radici.
La ricerca intreccerà voce, scrittura, immagini in movimento e paesaggio sonoro, costruendo un dialogo con il territorio: Rebeccu, i paesaggi del Meilogu e del Logudoro, i percorsi naturali, le pietre ancestrali e i gioielli archeologici, le Domus de Janas, riconosciute dall’UNESCO nel 2025 patrimonio dell’umanità.